← Torna a tutti i giochi

Il Rovello · logica e calcolo

Il Conto dei Sogni

Le parole della smorfia napoletana valgono un numero. Qui i numeri ci sono tutti, ma mescolati: quale va con quale parola è l'enigma, e si ricava dai conti. Non serve conoscere la smorfia — anzi, alla fine l'hai imparata.

Il Conto dei Sogni de Il Rovello: i numeri della smorfia napoletana dentro un enigma di calcolo.

Che gioco è

Da tre a cinque parole della smorfia napoletana, messe in fila, con i segni di operazione fra loro e un numero d'arrivo. I numeri delle parole ti vengono dati tutti — ma non ti viene detto quale va con quale. Quello è l'enigma.

I soldi Le botte ÷ Il maiale  fa  2
i numeri, mescolati: 4   38   46

Chi conosce la smorfia abbina a occhio e ha finito. Chi non la conosce ragiona così: l'ultima operazione è una divisione che deve venire esatta e arrivare a 2, quindi il numero prima di lei vale il doppio del divisore. Se il divisore fosse 46 servirebbe 92, che passa il novanta. Se fosse 38 servirebbero 76, e con 4 e 46 non si ottiene. Resta il 4: prima della divisione ci vuole 8, e 46 meno 38 fa proprio 8. L'abbinamento è forzato — I soldi sono 46, Le botte 38, Il maiale 4.

Tre righe di ragionamento, nessuna consultazione, e tre voci della smorfia imparate senza studiarle.

Non serve conoscere la smorfia: serve a impararla

È la differenza con tutto il resto di quello che trovi cercando «smorfia napoletana». Qui la smorfia non è una tabella da consultare: è la struttura nascosta dell'enigma, e l'aritmetica la ricostruisce da sola. A partita finita il gioco ti mostra le voci che hai ricavato, e il conto ripassa per i numeri intermedi — che hanno un nome anche loro, perché anche loro stanno fra 1 e 90.

Chi la smorfia la sa già parte in vantaggio, e va bene così: il punteggio conta i numeri che ti fai svelare e ignora il tempo, quindi conoscerla è tutto piacere e nessun punto in più.

Non serve a scegliere numeri da giocare

Va detto subito e chiaramente, perché il gioco parla la lingua della smorfia e qualcuno potrebbe fraintendere. Nessun conto matematico rende un numero più probabile di un altro. Ogni estrazione è indipendente da tutte le precedenti: i numeri «ritardatari», i sistemi, le sequenze fortunate non esistono — sono l'illusione su cui si perdono soldi.

Qui i numeri non sono un pronostico: sono i pezzi di un rompicapo di calcolo, decisi mesi prima che tu ci giochi, uguali per tutti quelli che giocano oggi. La smorfia c'è come vocabolario e come pezzo di cultura popolare, non come sistema. Se cerchi numeri da giocare, questo non è il posto — e nessun posto lo è.

Come si gioca

  1. Tocchi una parola: si accende.
  2. Tocchi il numero che le vuoi dare: si infila nella sua casella e si spegne nel sacco.
  3. Cambi idea? Tocchi di nuovo la parola e il numero torna nel sacco.

Sotto, il conto si svolge un passaggio per riga, così vedi dove sei arrivato. Se un passaggio non è lecito la riga diventa rossa e dice perché: la divisione non è intera, si è passato il novanta, si è scesi sotto l'uno. È l'aiuto che serve — ti mostra dove la strada si chiude, senza dirti quale sia quella giusta.

Puoi svuotare tutto e ricominciare quante volte vuoi: non costa niente. Il tempo non conta.

Le due regole

Da sinistra a destra, senza precedenze

È la regola che più spesso fa sbagliare chi ha studiato: qui non si fanno prima le moltiplicazioni. Il conto si legge nell'ordine in cui è scritto, come si recita una filastrocca. Quindi 46 − 38 ÷ 4 fa prima 8 e poi 2, non 46 meno 9 e mezzo.

Ogni passaggio resta un numero da 1 a 90

Nessuna tappa può uscire dai novanta né scendere sotto l'uno, e le divisioni devono venire esatte. Sembra una restrizione e invece è il regalo del gioco, perché taglia: la maggior parte degli abbinamenti muore al primo passaggio, e non serve provarli.

Da dove si comincia

Prima le divisioni

Guarda i segni: se c'è un diviso, parti da lì. Fra i numeri dati, le coppie che si dividono esatte sono pochissime, e ognuna è un appiglio solido. Le somme funzionano quasi sempre, quindi non dicono niente: sono le ultime da provare.

Il novanta è un soffitto basso

Due numeri sopra il dieci moltiplicati fra loro escono sempre dai novanta. Quindi dove c'è un per, uno dei due numeri deve essere piccolo — e questo si vede a occhio, prima di fare qualunque conto.

Ragiona all'indietro dall'arrivo

L'ultimo passaggio è il più vincolato, perché il risultato lo conosci già. Se l'arrivo è dispari e l'ultimo segno è un per, nessuno dei due numeri coinvolti può essere pari. È il tipo di deduzione che chiude un enigma in due mosse.

La difficoltà segue la settimana

Lunedì e martedì tre parole e tutti i segni in chiaro: c'è solo l'abbinamento da trovare, sei possibilità, si fa a mente. Mercoledì, giovedì e domenica quattro parole e un segno nascosto. Venerdì e sabato cinque parole e due segni nascosti — lì le combinazioni possibili sono millenovecentoventi, e senza ragionare non si arriva.

Non è un caso: chi comincia a inizio settimana impara le regole su un conto corto, e chi ne vuole di più lo trova nel fine settimana.

La smorfia, la tombola e il panariello

I novanta numeri della smorfia sono gli stessi della tombola, e i significati anche: il 25 il Natale, il 33 gli anni di Cristo, il 48 il morto che parla, il 90 la paura. Se li conosci è perché li hai sentiti chiamare a tavola durante le feste, e questo gioco è un modo per impararli tutto l'anno.

La tombola nasce da una lite: nel Settecento il gioco del lotto veniva sospeso durante le feste natalizie, e i napoletani, per non rinunciarci, se lo portarono in casa. Misero i novanta numeri in un cesto di vimini — il panariello — e disegnarono i numeri su delle cartelle. Da quella trovata nasce il gioco che si fa ancora oggi in famiglia.

I significati sono quelli canonici, verificati incrociando più fonti. Otto numeri della smorfia hanno significati che nella tradizione sono espliciti e volgari: quelli non compaiono, né fra le parole date né fra i passaggi intermedi, perché questo è un gioco che si apre anche in famiglia.

Perché si chiama Il Conto dei Sogni

La smorfia napoletana si chiama anche il libro dei sogni: è il vocabolario con cui, per tradizione, si traduce in numeri quello che si è visto dormendo. Qui quel vocabolario si usa al contrario — dalle parole ai numeri — e sui numeri si fa un conto. Il libro dei sogni messo in conto: da lì il nome.

Un enigma nuovo ogni giorno

Ogni edizione dura un giorno solo, ed è la stessa per tutti: è quello che rende il risultato confrontabile con chiunque altro abbia giocato oggi. Gli enigmi in archivio sono milleottocentoventisette, cioè cinque anni esatti senza ripetizioni, e ognuno è stato controllato uno per uno prima di finire lì.

È gratis, senza pubblicità e senza registrazione. Trovi gli altri diciassette giochi su Il Rovello — fra cui Quattro carte e il conto delle parole, gli altri due dove si ragiona sui numeri.

Domande frequenti

Bisogna conoscere la smorfia napoletana per giocare?

No, e non serve nemmeno consultarla: l'abbinamento si ricava dai conti. Chi la conosce fa prima e non prende punti in più. Chi non la conosce, a fine partita l'ha imparata.

Serve essere bravi in matematica?

Servono le tabelline entro il novanta. Il resto è ragionamento sui vincoli: quali strade sono chiuse in partenza, e perché. Si impara in due partite.

La soluzione è davvero una sola?

Sì, ed è verificato provando tutti gli abbinamenti possibili per tutte le combinazioni dei segni nascosti — non un campione. Il controllo lo rifà un secondo programma indipendente prima della pubblicazione.

Che differenza c'è col gioco del 24?

Nel gioco del 24 combini quattro numeri come vuoi per arrivare a 24. Qui l'ordine dei posti è fissato dalle parole, e il lavoro è un altro: non cerchi una strada fra tante, deduci quale numero appartiene a quale parola.

Ci sono pubblicità?

No. Nessun banner, nessun video che parte da solo, nessun avviso da chiudere prima di giocare.