Il Rovello · imparare · matematica
Si entra in alto a sinistra e si esce in basso a destra. Di strade ce ne sono tante: una sola fa il conto giusto.
Carico il labirinto…
Il labirinto di ieri, il n.83, è pronto su un foglio A4 con la soluzione su un foglio a parte. Dietro ci sono tutti quelli dei giorni passati.
Vai alle schede da stampare →Si parte dalla casella in alto a sinistra — ci sei già dentro — e si cammina di casella in casella, in orizzontale o in verticale, mai in diagonale e mai sopra un muro. Col dito si traccia la strada tirando; col mouse si fa clic di casella in casella; con la tastiera si usano le frecce. Per disfare basta toccare una casella in cui sei già passato: la strada si accorcia fin lì.
Il gioco non ti lascia fare il passo sbagliato, e ti dice perché. Non è per toglierti la fatica: è perché qui si viene a imparare, e sapere subito che 48 non è multiplo di 7 vale più che scoprirlo tre caselle dopo. La fatica resta tutta: le caselle buone sono tante, e quasi tutte portano in un vicolo cieco.
Se ti blocchi, Dammi un pezzo di strada accende una casella giusta alla volta, e puoi chiederne quante vuoi. Non c’è punteggio e non c’è nessuno che guarda: non si bara, si impara.
Multipli — ogni casella ha un numero e si cammina solo sui multipli di quello indicato. È la tabellina usata invece che recitata: non si risponde a «quanto fa sette per otto», si riconosce il 56 quando passa. Escono il lunedì e il martedì.
Conto — ogni casella ha un’operazione, si parte da un numero e si deve arrivare all’uscita con esattamente il totale chiesto. In alto si vede il conto mentre cammini e quanto manca. Esce dal mercoledì alla domenica, e il venerdì e il sabato è roba da un quarto d’ora — anche per un adulto.
Prima di finire in pagina, ogni labirinto passa da un controllo automatico che enumera tutte le strade dall’entrata all’uscita — in quelli del fine settimana sono parecchie centinaia — e tiene solo quelli in cui una e una sola rispetta la regola. Non basta che il labirinto «si risolva»: deve essere impossibile uscirne in un secondo modo difendibile.
Il controllo guarda anche una cosa meno ovvia: quanto serve davvero la matematica. Si può costruire un labirinto in cui la strada è unica per come sono messi i muri, e i numeri stanno lì per bellezza — un labirinto normale con dei numeri disegnati sopra. Quelli non passano: il programma conta quante volte la regola deve dire no, e sotto sei li butta.
E misura la fatica: fa giocare il labirinto a un programma che cammina come cammini tu, avanti finché la regola regge e indietro appena si rompe, e conta i passi. Il lunedì ne vuole fra diciotto e quarantacinque, il venerdì fra centocinquanta e quattrocentocinquanta. Un labirinto fuori dalla sua misura non esce.
Nella sezione Imparare non si raccoglie niente: nessun cookie, nessun punteggio, nessuna classifica, nessun dato che parta verso il server. Il labirinto si gioca tutto dentro il browser e quando chiudi la pagina non resta traccia da nessuna parte. Qui può arrivare un bambino, e il modo più sicuro di trattare i dati di un bambino è non averne.
Un labirinto nuovo ogni giorno a mezzanotte, gratis e senza registrazione. Fa parte de Il Rovello, dove ogni giorno trovi una ventina di giochi di parole, logica e memoria.