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Il Rovello · rompicapo a griglia

Il Solitario Hitori — il rompicapo giapponese dei numeri da spegnere

L'Hitori spiegato e giocabile in italiano, uno nuovo ogni giorno. La griglia è già piena: qui non si riempie, si svuota. Nessuna parola da sapere, solo dedurre.

Tocca una casella per spegnerla, ancora per cerchiarla — cioè segnarti che quella la tieni di sicuro — e una terza volta per rimetterla com'era. Tre regole insieme: fra i numeri accesi nessuno si ripete in una riga o in una colonna, due caselle spente non si toccano mai di lato, e tutte le accese restano attaccate in un pezzo solo.
Cerchiare non costa niente: contano gli errori — caselle spente che dovevano restare accese — e gli aiuti chiesti. Zero vuol dire griglia chiusa di prim'acchito.

Il Solitario de Il Rovello: la griglia dell'Hitori, il rompicapo giapponese dei numeri da spegnere.

Le tre regole, per esteso

Le due mosse con cui si comincia

La prima è il panino: tre numeri uguali di fila. Quello in mezzo resta acceso per forza — se lo spegnessi, i due esterni dovrebbero restare accesi tutti e due, e sono uguali nella stessa linea. Quindi il centro si accende e i due lati si spengono. Un panino da solo sblocca mezza griglia.

La seconda è la coppia attaccata: due numeri uguali affiancati. Non si possono spegnere tutti e due, perché due spente non si toccano — quindi almeno uno resta acceso, e allora ogni altra casella con quel numero in quella riga o colonna va spenta. È la mossa che fa cadere le griglie a catena.

Poi c'è la regola di sicurezza: appena una casella è spenta, tutte le sue vicine sono per forza accese. Cerchiale: da lì partono altre deduzioni.

Perché si chiama Hitori, e perché qui si chiama Il Solitario

Il gioco nasce nel marzo 1990 sulla rivista Puzzle Communication Nikoli, la stessa casa editrice giapponese che ha dato al mondo il Sudoku. Il nome per esteso era Hitori ni shite kure: «lasciatemi in pace». Poi venne accorciato in Hitori, che vuol dire semplicemente «da solo» — e non è un vezzo, è la regola: nella griglia risolta ogni numero rimasto sta da solo nella sua riga e nella sua colonna. Il Solitario è quella stessa cosa detta in italiano.

Il rovescio del Sudoku

Vengono dallo stesso editore, ma chiedono un pensiero opposto. Nel Sudoku la griglia è quasi vuota e il lavoro è metterci qualcosa; qui la griglia arriva già piena e il lavoro è toglierne. Chi viene dal Sudoku trova all'inizio una resistenza curiosa: si continua a cercare che cosa scrivere, mentre la domanda giusta è che cosa cancellare. Quando quel rovesciamento scatta, il gioco si apre tutto insieme.

Si risolve sempre ragionando

Ogni griglia pubblicata qui è verificata due volte, e sono due garanzie diverse. La prima è che la soluzione sia una sola. La seconda, che conta di più, è che ci si arrivi ragionando: un risolutore che applica soltanto deduzioni certe, e non prova mai a indovinare, deve arrivare in fondo da solo. Una griglia a soluzione unica può comunque essere impossibile senza tirare a caso — unica non vuol dire deducibile.

Uno al giorno, uguale per tutti

L'edizione dura un giorno solo ed è la stessa per chiunque: il tuo risultato si confronta con quello di chi ha giocato oggi, non con un contatore di griglie infinite. Trovi l'altro rompicapo a griglia — il Tohu, quello degli zeri e degli uni — nella pagina della famiglia, e tutti gli altri giochi su Il Rovello.