Una lettera dell’alfabeto, qualche categoria da riempire e un foglio di carta. Bastano questi pochi elementi per dare vita a uno dei giochi di parole più conosciuti e amati da generazioni di giocatori: Nomi, Cose, Città.
Un passatempo che probabilmente molti ricordano dai tempi della scuola, dalle ricreazioni ai pomeriggi trascorsi con gli amici, e che continua a divertire anche oggi, nelle sue numerose versioni digitali.
Ma dietro la sua apparente semplicità si nasconde una piccola sfida mentale: riuscire a recuperare dalla memoria le parole giuste, rispettando una regola comune e facendo tutto prima degli altri.
Le origini di Nomi, Cose, Città
Stabilire con precisione quando e dove sia nato Nomi, Cose, Città non è semplice. Non esiste un inventore ufficialmente riconosciuto né una data certa della sua comparsa.
La sua origine viene generalmente ricondotta alla tradizione dei giochi di parole da fare con carta e penna, probabilmente diffusi anche negli ambienti scolastici e familiari. La semplicità del materiale necessario e la facilità con cui si potevano modificare le categorie hanno contribuito alla sua diffusione.
Del resto, non è un gioco esclusivamente italiano. In altri Paesi esistono varianti conosciute con nomi differenti: Categories e Guggenheim in inglese, Baccalauréat in francese e Tutti frutti in alcune aree di lingua spagnola.
Nel 1988 venne pubblicato anche Scattergories, un gioco in scatola commerciale basato proprio sul meccanismo tradizionale delle categorie e delle parole che iniziano con una determinata lettera.
Il principio, insomma, è rimasto sostanzialmente lo stesso: mettere alla prova il proprio vocabolario e trovare risposte originali in un tempo limitato.
Come si gioca a Nomi, Cose, Città
La versione tradizionale richiede pochissimo materiale:
- Un foglio di carta per ogni giocatore.
- Una penna.
- Un elenco di categorie.
- Un sistema per estrarre casualmente una lettera dell’alfabeto.
Si gioca in almeno due persone, anche se il divertimento aumenta quando i partecipanti sono più numerosi.
1. Preparare la griglia
Ogni giocatore disegna sul proprio foglio una tabella con tante colonne quante sono le categorie scelte.
Le categorie classiche sono:
- Nomi
- Cose
- Città
A queste si possono aggiungere animali, mestieri, colori, frutta, nazioni, personaggi famosi, film e molte altre ancora.
2. Estrarre una lettera
Si sceglie casualmente una lettera dell’alfabeto. Si può estrarre da un insieme di lettere scritte su foglietti, utilizzare una ruota oppure affidarsi a un generatore casuale.
Quella lettera diventerà l’iniziale obbligatoria di tutte le risposte del turno.
3. Completare le categorie
Tutti i giocatori iniziano contemporaneamente a scrivere una parola per ciascuna categoria.
Immaginiamo, per esempio, che venga estratta la lettera G.
| Categoria | Risposta |
|---|---|
| Nome | Giulia |
| Cosa | Giornale |
| Città | Genova |
| Animale | Gatto |
| Frutto | Guava |
| Mestiere | Geometra |
| Colore | Giallo |
Il primo giocatore che completa tutte le caselle pronuncia la parola STOP. A quel punto gli altri possono avere ancora qualche secondo per terminare, secondo le regole concordate.
Scaduto il tempo, nessuno può più aggiungere risposte.
4. Calcolare il punteggio
Si confrontano le risposte e si assegnano i punti.
Un sistema molto diffuso prevede:
- 20 punti: risposta corretta che nessun altro giocatore ha trovato.
- 10 punti: risposta corretta, ma diversa da quelle degli altri.
- 5 punti: risposta corretta condivisa con almeno un altro giocatore.
- 0 punti: risposta sbagliata oppure casella vuota.
Al termine del turno si sommano i punti e si passa a una nuova lettera.
Vince chi totalizza il punteggio più alto dopo il numero di turni stabilito.
Vai al gioco: Nomi, Cose, Città su Il Rovello con una chicca finale e la sfida fra giocatori
A cosa serve giocare a Nomi, Cose, Città?
Non è soltanto un passatempo per trascorrere il tempo. Il meccanismo del gioco coinvolge diverse abilità cognitive e linguistiche.
1. Allenare la memoria
Quando viene estratta una lettera, il cervello deve recuperare rapidamente parole, nomi e informazioni già immagazzinate. Non basta conoscere una parola: bisogna riuscire a richiamarla nel momento opportuno.
2. Ampliare il vocabolario
La varietà delle categorie permette di incontrare parole poco utilizzate nella conversazione quotidiana. Confrontare le risposte degli altri può inoltre far scoprire termini nuovi e curiosità.
3. Stimolare la flessibilità mentale
Se per una determinata categoria non viene in mente nessuna risposta, bisogna cambiare prospettiva e cercare un’altra possibilità. È un piccolo esercizio di flessibilità cognitiva e di ricerca di alternative.
4. Migliorare la rapidità di recupero delle informazioni
Il limite di tempo introduce una componente di velocità: occorre individuare, selezionare e scrivere le risposte senza soffermarsi troppo a lungo su una singola categoria.
5. Favorire la socializzazione
Il confronto tra le risposte, le discussioni sulle parole ammissibili e le soluzioni più originali rendono il gioco un’attività piacevole da condividere con amici e familiari.
Le varianti: quando le categorie diventano una sfida
Uno degli aspetti più interessanti di Nomi, Cose, Città è che non esiste un elenco definitivo di categorie.
Si possono introdurre argomenti sempre nuovi, adattando la difficoltà all’età e alle conoscenze dei partecipanti.
Per esempio:
- Categorie semplici: animali, frutta, colori, oggetti.
- Categorie culturali: libri, film, cantanti, personaggi storici.
- Categorie geografiche: nazioni, regioni, fiumi, montagne.
- Categorie più impegnative: termini scientifici, emozioni, strumenti musicali, parole straniere.
Si può anche aumentare la difficoltà introducendo categorie insolite oppure limitando il tempo a disposizione.
In questo modo, anche un gioco conosciuto da tutti può trasformarsi in una sfida completamente diversa.
Nomi, Cose, Città: un gioco semplice, ma non banale
Il successo di questo passatempo probabilmente dipende proprio dalla sua immediatezza. Non servono tabelloni, dadi, regolamenti complessi o attrezzature particolari. Basta una lettera per trasformare una normale conversazione in una gara di memoria, conoscenza e creatività.
E forse è proprio questo il suo insegnamento più interessante: spesso non è sufficiente sapere qualcosa, bisogna anche riuscire a ricordarla e utilizzarla al momento giusto.
Una sfida che può mettere in difficoltà anche chi pensa di avere un vocabolario ricchissimo.
E tu? Qual è la parola più difficile che sei riuscito a trovare durante una partita a Nomi, Cose, Città?



