Gioco di parole · edizione n.69
Una parola che si divide in due parole: CALA + MARI = CALAMARI. Hai le tre definizioni; scrivi quella che trovi per prima, e le caselle ti aiutano con le altre.
(5 + 6 = 11)
Ci si va per applaudire acrobati e pagliacci
Divise da muri e collegate da porte
Aggravanti o attenuanti, per il giudice
Scrivi una qualsiasi delle tre parole: il primo, il secondo o l’intero. Se è giusta, le sue lettere entrano nelle caselle — e con mezza parola in mano l’altra metà si vede meglio. Hai vinto quando trovi l’intero, oppure i due pezzi.
Se ti blocchi, Mostra una lettera apre la prima casella ancora vuota. Il punteggio conta le lettere svelate: zero vuol dire sciarada risolta da solo. Gli accenti non contano, come da tradizione nell’enigmistica: VELO + CITA fa VELOCITÀ.
La difficoltà segue la settimana: facile il lunedì e il martedì, media il mercoledì, il giovedì e la domenica, difficile il venerdì e il sabato. Nei giorni difficili le definizioni giocano sul doppio senso, e non si dice dove cade il taglio fra le due parti: lo schema diventa (? + ? = 8).
È uno dei giochi più antichi dell’enigmistica: una parola si divide in due parti che sono, a loro volta, parole vere. CALA più MARI fa CALAMARI; PAPA più RAZZI fa PAPARAZZI. Chi la propone dà una definizione per ciascun pezzo — il primo e il secondo — e una per la parola intera, che nelle riviste si chiama anche il totale. Il nome viene dal francese charade.
Nelle riviste la sciarada si annuncia spesso con uno schema di numeri, come 4/4 = 8: due parti di quattro lettere che insieme ne fanno otto. Qui lo scriviamo così: (4 + 4 = 8).
Una sciarada è bella quando le parti non c’entrano niente con l’intero. TERRE + MOTO = TERREMOTO funziona, ma non sorprende: il terremoto è davvero il moto della terra. COLPE + VOLI = COLPEVOLI invece sì: chi pensa ai colpevoli non vede gli aerei, e chi trova le colpe non immagina che cosa ci si attacchi dietro.
Delle tre, di solito una è più facile delle altre. Non è detto che sia l’intero: spesso è una parte corta, perché le parole corte sono poche.
Le note musicali (do, re, mi, fa, sol, la, si), i pronomi (io, te), le congiunzioni (ma), i verbi brevi (so, sto, sta, do): sono il materiale di metà delle sciarade italiane, e le definizioni li nascondono volentieri. «Fra il do e il mi» è RE.
Nelle sciarade difficili la frase sembra parlare di una cosa e ne nasconde un’altra. La stessa parola, a due livelli:
Facile · (5 + 4 = 9)
Difficile · (? + ? = 9)
COLPE + VOLI = COLPEVOLI
Nel secondo sembra di parlare di negozi e di vacanze: ma le colpe si scontano, i voli si prenotano e si perdono, e i colpevoli li condanna la giuria.
Appena trovi un pezzo, guardalo attaccato al resto. Con COLPE nelle prime cinque caselle, l’intero è quasi fatto: resta da capire che cosa può venire dopo. Una definizione difficile, da sola, diventa facile quando hai già mezza parola.
Dalla più facile alla più ingannevole. Questi esempi restano sempre qui: non sono mai la sciarada del giorno.
Esempio 1 · facile · (4 + 4 = 8)
CALA + MARI = CALAMARI
Un esempio da manuale: né il sipario né i mari hanno a che fare con il fritto. È proprio questa distanza a rendere bella una sciarada.
Esempio 2 · facile · (3 + 5 = 8)
BIS + COTTO = BISCOTTO
Qui la sciarada dice la verità: biscotto viene dal latino «bis coctus», cotto due volte. Succede di rado, ma succede.
Esempio 3 · facile · (3 + 4 = 7)
PRO + FUMO = PROFUMO
Le parti corte ingannano: qui «pro» non va letto come un prefisso, ma come la parola dei «pro e contro».
Esempio 4 · facile · (3 + 4 = 7)
FRA + GOLA = FRAGOLA
Fra Cristoforo è il frate dei Promessi sposi. La gola, col raffreddore, fa male.
Esempio 5 · media · (4 + 4 = 8)
CERA + MICA = CERAMICA
«Mica» è l’avverbio di «non è mica vero»: le parti grammaticali sono le più difficili da vedere, perché non evocano nessuna immagine.
Esempio 6 · media · (5 + 4 = 9)
MANDO + LINO = MANDOLINO
Un verbo e una stoffa: si parte da quello che sembra più facile, il lino, e le lettere che restano guidano verso il resto.
Esempio 7 · media · (3 + 5 = 8)
ORO + SCOPO = OROSCOPO
«Il silenzio è d’oro», e «il fine giustifica i mezzi»: due modi di dire che nascondono due parole.
Esempio 8 · media · (4 + 5 = 9)
PAPA + RAZZI = PAPARAZZI
La parola viene da Paparazzo, il fotografo della «Dolce vita» di Fellini.
Esempio 9 · media · (4 + 2 + 2 = 8) · a tre parti
TIRA + MI + SU = TIRAMISÙ
Una sciarada a tre parti. Il nome del dolce, del resto, è già un invito: tirami su.
L’enigmistica italiana ha una famiglia intera di giochi che smontano e rimontano le parole. Nell’incastro una parola entra dentro un’altra: MENTA dentro LAVA fa LAMENTAVA. Nel lucchetto due parole si agganciano per un pezzo in comune, che poi sparisce: CAPO e POSTO lasciano CASTO. Con lo scarto si toglie una lettera (CROLLO diventa COLLO), con la zeppa la si aggiunge.
E poi c’è il cambio, che sostituisce una lettera con un’altra: su Il Rovello ha un gioco tutto suo, La catena, dove i cambi si fanno uno dopo l’altro per passare da una parola a un’altra. Gli altri giochi di parole del sito li trovi nella pagina dei giochi di parole.
A mezzanotte, ora italiana. È la stessa per tutti, così il risultato si confronta con quello di chi ha giocato oggi.
No, e nemmeno le maiuscole. Puoi scrivere velocita, VELOCITA o velocità: vale uguale.
Risolvere la sciarada vale 2 punti su Il Rovello, e uno in più se non hai chiesto lettere. Poi puoi firmare la bacheca del giorno con il tuo nome, senza registrarti.
Qui sopra ci sono le ultime sette, con la soluzione. E gli esempi spiegati restano sempre in pagina.