Gioco di parole · una raccolta

Rebus da risolvere online

Figure e lettere da leggere di seguito, fino alla frase nascosta: un proverbio, un modo di dire, una frase celebre. Non escono ogni giorno — arrivano quando sono pronti, e restano qui.

Rebus n.1 · 20 settembre 2026 Si cerca: Proverbio
Un rebus: le lettere IL, un orologio da taschino aperto, la lettera È e un signore in frac con cilindro, baffi e bastone.

    La raccolta

    È il primo. I prossimi arrivano senza un calendario fisso: quando un rebus è pronto, esce, e si aggiunge qui sotto. Quelli vecchi restano, e restano da giocare: le soluzioni non sono scritte da nessuna parte.

    Come si gioca

    Guarda l’immagine e leggila da sinistra a destra, un pezzo dopo l’altro: le lettere come sono scritte, le figure con il loro nome — o con quello che vogliono dire. Quando hai la frase, scrivila nel riquadro. Maiuscole, accenti e apostrofi non contano: citta e CITTÀ valgono uguale, e un errore di battitura in una frase lunga non ti fa perdere il rebus.

    Puoi provare quante volte vuoi. Se la frase non è giusta, la pagina ti dice quante parole hai già azzeccato. Se ti blocchi, chiedi un indizio: prima quelli scritti per quel rebus, poi quante lettere ha ogni parola, infine le iniziali. E se proprio non viene, Mi arrendo mostra la soluzione e spiega come si leggeva.

    Come si legge un rebus

    1. Le lettere restano lettere

    Una lettera scritta nell’immagine si legge così com’è, e spesso è un articolo, una preposizione, un verbo corto: IL, DI, È. Sono i pezzi facili, e dicono già qualcosa della forma della frase.

    2. Le figure si chiamano con la parola giusta

    Non sempre con la prima che viene in mente. Una bilancia può essere una BILANCIA, ma anche la GIUSTIZIA; una colomba può essere la PACE; un cuore, l’AMORE. Se una parola non torna, prova il sinonimo, il simbolo, quello che la figura fa o rappresenta.

    3. Il tipo di frase restringe il campo

    Sapere che si cerca un proverbio aiuta più di quanto sembri: i proverbi italiani sono tanti, ma hanno una forma riconoscibile. Appena hai due o tre pezzi, chiediti quale frase conosciuta li contiene.

    4. Nei rebus delle riviste, la frase si ricompone

    Nell’enigmistica classica il rebus ha regole più severe: sulle figure sono scritte delle lettere, e mettendo in fila lettere e nomi si ottiene una prima frase che non vuol dire niente — la prima lettura. Poi la si ridivide in parole diverse seguendo il diagramma, i numeri che dicono quante lettere ha ogni parola. Qui i rebus sono più diretti, e il diagramma è uno degli indizi.

    Da dove viene il rebus

    La parola è latina: rebus vuol dire «con le cose». L’idea è proprio quella: dire una frase non con le parole, ma con le cose che si possono disegnare. Il gioco è antico — negli stemmi medievali e rinascimentali molte figure si leggevano come il nome della famiglia — e Leonardo da Vinci ne disegnò decine, su fogli che oggi sono nella Royal Collection, a Windsor. In Italia è diventato popolare nel Novecento con le riviste di enigmistica, che gli hanno dato le sue regole.

    Domande frequenti

    Ogni quanto esce un rebus nuovo?

    Non c’è un calendario fisso. Un rebus disegnato bene chiede tempo, e preferiamo farne uno buono ogni tanto che uno debole ogni giorno. I nuovi compaiono in cima alla raccolta, e i vecchi restano.

    Dove sono le soluzioni?

    Da nessuna parte, ed è voluto: anche i rebus più vecchi restano da giocare. La soluzione di un rebus la vedi quando lo risolvi, oppure quando ti arrendi — e solo di quel rebus: gli altri restano chiusi.

    Si vincono punti?

    No: i rebus non fanno parte dell’edizione del giorno e non entrano nella bacheca. Si risolvono per il gusto di risolverli.

    Ci sono altri giochi di parole?

    Sì, e quelli escono ogni giorno: la sciarada, il crittogramma, la catena e gli altri della pagina dei giochi di parole.

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