Gioco di parole · una raccolta

Rebus da risolvere online

Figure e lettere da leggere di seguito, fino alla frase nascosta: un proverbio, un modo di dire, una frase celebre. Di due generi — illustrati e classici — e non escono ogni giorno: arrivano quando sono pronti, e restano qui.

Rebus n.4 · 11 ottobre 2026 Classico · Si cerca: Proverbio
Vignetta in bianco e nero in una piazzetta di paese con case basse e pavimentazione a ciottoli. Da sinistra a destra: un gonfalone appeso a un’asta con la scritta CHI; due piccole automobili utilitarie ferme, con le targhe VI e VE; una grande pera su un basamento, con la lettera S a sinistra e la lettera N a destra; una nota musicale singola sospesa sopra un leggio di legno vuoto; una seconda grande pera su un basamento, con le lettere DIS a sinistra e TO a destra; una mucca pezzata in piedi con un campanello al collo; un alto orologio da piazza su palo di ghisa, con quadrante tondo e lancette.

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Rebus classico. Figure e lettere, lette di seguito, danno una prima lettura da ridividere seguendo il diagramma. Che differenza c’è?

    La raccolta

    4 rebus, dal più nuovo. Le soluzioni non sono scritte: si scoprono solo giocando. La pagina si ricorda, su questo dispositivo, quali hai già risolto.

    Come si gioca

    Guarda l’immagine e leggila da sinistra a destra, un pezzo dopo l’altro: le lettere come sono scritte, le figure con il loro nome — o con quello che vogliono dire. Quando hai la frase, scrivila nel riquadro. Maiuscole, accenti e apostrofi non contano: citta e CITTÀ valgono uguale, e un errore di battitura in una frase lunga non ti fa perdere il rebus.

    Puoi provare quante volte vuoi. Se la frase non è giusta, la pagina ti dice quante parole hai già azzeccato. Se ti blocchi, chiedi un indizio: prima quelli scritti per quel rebus, poi — negli illustrati — quante lettere ha ogni parola (nei classici il diagramma è già sotto la vignetta), infine le iniziali. E se proprio non viene, Mi arrendo mostra la soluzione e spiega come si leggeva.

    Come si legge un rebus

    1. Le lettere restano lettere

    Una lettera scritta nell’immagine si legge così com’è, e spesso è un articolo, una preposizione, un verbo corto: IL, DI, È. Sono i pezzi facili, e dicono già qualcosa della forma della frase.

    2. Le figure si chiamano con la parola giusta

    Non sempre con la prima che viene in mente. Una bilancia può essere una BILANCIA, ma anche la GIUSTIZIA; una colomba può essere la PACE; un cuore, l’AMORE. Se una parola non torna, prova il sinonimo, il simbolo, quello che la figura fa o rappresenta.

    3. Il tipo di frase restringe il campo

    Sapere che si cerca un proverbio aiuta più di quanto sembri: i proverbi italiani sono tanti, ma hanno una forma riconoscibile. Appena hai due o tre pezzi, chiediti quale frase conosciuta li contiene.

    4. Nei rebus classici, la frase si ricompone

    Qui leggere le figure non basta: lettere e nomi, messi in fila, danno una sequenza che non è ancora la frase, e che va ritagliata in un altro punto. Come, lo spiega il paragrafo qui sotto.

    Rebus illustrato e rebus classico

    Nella raccolta ci sono due generi, e ogni rebus dice di quale è, sotto la vignetta. Non è una pignoleria: sono due giochi diversi, e chi li conosce se ne accorge subito.

    Il rebus illustrato

    Le figure nominano direttamente le parole della frase: per nome, o per quello che rappresentano — una bilancia per la GIUSTIZIA, una colomba per la PACE. Si risolve trovando la parola giusta per ogni figura e riconoscendo la frase che ne esce. È il genere dei libri di giochi e delle pagine per ragazzi, dove a volte si chiama anche pittogramma: immediato, godibile, per tutti. In senso stretto non è un rebus, e lo diciamo.

    Il rebus classico

    È quello dell’enigmistica, e ha una regola d’oro: nessuna figura dice una parola della soluzione. Sulle figure, o intorno a loro, ci sono delle lettere; leggendo tutto di seguito — le lettere come sono, le figure col loro nome — si ottiene la prima lettura, che non è ancora la frase. Poi la si ridivide in parole diverse seguendo il diagramma, i numeri fra parentesi sotto la vignetta: (2 5 1’6) vuol dire una parola di due lettere, una di cinque, e poi una e sei unite da un apostrofo. Il piacere sta tutto lì: la frase non si vede finché non la si ritaglia nel punto giusto.

    Nell’enigmistica più severa la prima lettura dovrebbe essere a sua volta una frase di senso compiuto, e le lettere scritte dovrebbero essere poche. I nostri non sempre ci riescono: quando un rebus è a prima lettura libera, o ha qualche altra imperfezione da manuale, lo scriviamo nella spiegazione che compare dopo la soluzione.

    Da dove viene il rebus

    La parola è latina: rebus vuol dire «con le cose». L’idea è proprio quella: dire una frase non con le parole, ma con le cose che si possono disegnare. Il gioco è antico — negli stemmi medievali e rinascimentali molte figure si leggevano come il nome della famiglia — e Leonardo da Vinci ne disegnò decine, su fogli che oggi sono nella Royal Collection, a Windsor. In Italia è diventato popolare nel Novecento con le riviste di enigmistica, che gli hanno dato le sue regole.

    Domande frequenti

    Ogni quanto esce un rebus nuovo?

    Non c’è un calendario fisso. Un rebus disegnato bene chiede tempo, e preferiamo farne uno buono ogni tanto che uno debole ogni giorno. I nuovi compaiono in cima alla raccolta, e i vecchi restano.

    Che differenza c’è fra rebus illustrato e rebus classico?

    Nel rebus illustrato le figure dicono le parole della frase; nel classico no: le figure e le lettere danno una prima lettura che va ridivisa seguendo il diagramma. Il primo è più immediato, il secondo è il rebus dell’enigmistica. Più in dettaglio, qui sopra.

    Dove sono le soluzioni?

    Da nessuna parte, ed è voluto: anche i rebus più vecchi restano da giocare. La soluzione di un rebus la vedi quando lo risolvi, oppure quando ti arrendi — e solo di quel rebus: gli altri restano chiusi.

    Si vincono punti?

    No: i rebus non fanno parte dell’edizione del giorno e non entrano nella bacheca. Si risolvono per il gusto di risolverli.

    Ci sono altri giochi di parole?

    Sì, e quelli escono ogni giorno: la sciarada, il crittogramma, la catena e gli altri della pagina dei giochi di parole.

    Il Rovello — l’enigmistica di ogni giorno, gratis e senza registrazione.
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